Etruschi – inGiro https://ingiro.perdomani.net Per viaggiare nel tempo ... i luoghi dell'archeologia in Italia Mon, 03 Aug 2009 18:59:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Ipogeo dei Volumni (PG) https://ingiro.perdomani.net/italia/umbria/ipogeo-dei-volumni-pg/ Mon, 03 Aug 2009 18:59:41 +0000 http://ingiro.perdomani.net/?p=102 Ipogeo dei Volumni

Via Zenobia, 2 – Ponte San Giovanni (Pg)

Tel.+39.075.39.33.29

Ipogeo dei Volumni


ORARI DI APERTURA

feriali e festivi: 9.0013.00 , 15.30 – 18.30

luglio e agosto: 9.0012.30, 16.30 – 19.00

Tutti i giorni.


COME RAGGIUNGERE L’IPOGEO DEI VOLUMNI?

L’ipogeo degli etruschi si trova appena fuori Perugia nella frazione di Ponte San Giovanni, comodamente raggiungibile in macchina. Arrivando da Assisi tramite la E45 si trova a pochi minuti in direzione Ponte San Giovanni.

Appena dopo l’attraversamento ferroviario, troverete sulla destra un edificio con il cartello “Ipogeo dei Volumni”. E’ la costruzione ottocentesca che sovrasta l’imbocco della tomba. Qualche decina di metri dopo, sempre sulla destra troverete un comodo parcheggio non custodito.


PICCOLE DRITTE …

Ipogeo dei VolumniLa visita non è consigliata a chi soffre di claustrofobia. Per entrare nella tomba si deve scendere qualche metro sotto terra e vi assicuro che fa un certo effetto vedersi diversi metri di roccia sopra la testa.

Ricordate di portare con voi una felpa, l’ipogeo abbonda di umidità e voi rabbrividirete per il freddo dopo pochi minuti.

È possibile fare fotografie, anche con il flash, ma non con il cavalletto.



COS’E’ L’IPOGEO DEI VOLUMNI?

L’ipogeo dei Volumni è la tomba della famiglia etrusca dei Velimna. La tomba è interamente scavata nella roccia, vi si accede tramite una scalinata che scende di qualche metro in profondità dal piano di entrata moderno. Dalla scalinata tramite una porta intagliata nel travertino, che al momento della scoperta era chiusa da un lastrone di pietra, si accede alla prima stanza della tomba. La tomba nella sua interezza rappresenta una casa nobile di II a.C.

Ipogeo dei Volumni - tettoLa prima stanza è l’atrio su cui si affacciano due stanzette sui due fianchi laterali. Oltrepassato l’atrio ci si trova di fronte al tablinum, la stanza principale, in cui sono state lasciate in situ delle urne di notevole valore, e ai lati si aprono due ulteriori stanze, i cubicola.

Le urne che troverete nel tablinum, sono quelle appartenenti al fondatore della tomba ed ai suoi famigliari più stretti. Questo si può sapere perchè la grande maggioranza delle urne ritrovate sono iscritte, riportano quindi nul coperchio dell’urna inciso il nome del deposto ed il suo patronimico (il nome del padre). Tramite lo studio di queste iscrizioni è stato possibile riprodurre quasi tutto l’albero genealogico della famiglia dei Velimna.

Nella tomba infatti al momento della scoperta sono state trovate una quarantina di urne, che vanno dal II secolo a.C. fino al I d.C. Le più recenti (dal I a.C. in poi) si possono riconoscere a vista d’occhio, in quanto hanno l’iscrizione in caratteri latini anzichè etruschi.

Le altre urne, di fattura più ordinaria e a volte grossolana, sono esposte all’entrata della tomba, lungo i fianchi della reception.

Da notare che la tomba, scavata a mano nella roccia (se state attenti vedrete anche i segni dello scalpello su alcune pareti meno rifinite), è decorata con la riproduzione del tetto, con frontoncini, animali affrontati, stipiti delle porte, tutto quanto serviva a farla sembrare una reale casa abitata.


LA NECROPOLI DEL PALAZZONE

Necropoli del PalazzoneL’ipogeo dei Volumni è solo una delle tante tombe che sono state trovate durante i lavori per la costruzione della ferrovia. Dopo la visita all’ipogeo, con lo stesso biglietto, potete uscire al sole (vedrete che vi farà molto piacere rivedere la luce) e visitare la necropoli del Palazzone con le sue tombe sparse e visitabili. Le tombe risalgono per lo più all’età ellenistica (IV-III a.C.) con alcune più rare di età arcaica (VI a.C.). Per la maggior parte si tratta di semplice camere scavate, ma alcune (ben segnalate) sono più complesse e composte da più vani.

Seguite le indicazione e vi troverete anche a visitare l’interessante Antiquarium, che contiene vari reperti ceramici, lapidei e bronzei, rinvenuti nella zona.

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Tarquinia (VT) https://ingiro.perdomani.net/italia/lazio/tarquinia-vt/ Mon, 18 Aug 2008 21:59:25 +0000 http://ingiro.perdomani.net/?p=82 Tarquinia, cittadina in provincia di Viterbo, ha una lunga storia come città etrusca e poi romana. È famosa per la necropoli di Monterozzi, contenente le tombe dipinte. La Necropoli di Tarquinia è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.
Da non perdere anche l’Ara della Regina, il santuario di Tarquinia, visibile da Monterozzi in lontananza.

Come Arrivare:
Via Aurelia, continuare su SS1 in direzione Viterbo Grosseto. Girare a destra: A12 / E80. Girare a destra, SP102.
La necropoli è alle porte della città, la Civita (l’antica acropoli) a circa 7 km, lungo la strada per Monte Romano.

Cose da Vedere:

1. Necropoli di Monterozzi: tel. 0766 856308. Orario invernale: dal martedì alla domenica 8,30-14,00; orario estivo: dal martedì alla domenica dalle 8,30 fino ad un’ora prima del tramonto. La biglietteria chiude un’ora e mezzo prima.
Chiude il lunedì,il 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.
Per visite guidate: tel 0639967150 per gruppi di adulti; tel 0639967200 per gruppi scolastici.
Biglietto intero: Euro 4,00.
Ridotto per cittadini dell’ Unione Europea tra 18 e 25 anni; per insegnati di ruolo nelle scuole statali: Euro 2,00
Gratuito per:
– Cittadini dell’ Unione Europea di età inferiore ai 18 anni o superiore ai 65 anni.
– Studenti e docenti delle Facoltà di Architettura e di Lettere (indirizzo Storia dell’arte).
– Dipendenti MBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
– Guide Turistiche autorizzate dalla Regione Lazio nell’esercizio della propria attività.
– Appartenenti all’ ICOM.
-Gruppi scolastici con lettera della scuola.

2. Museo Archeologico: piazza Cavour 1. Tel. 0766 856036. Aperto dal martedì alle domenica dalle 8,30 alle 19,30. La biglietteria chiude un’ora prima. I giorni di chiusura, oltre al lunedì, sono 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre. Per visite guidate: tel 0639967150 per gruppi di adulti; tel 0639967200 per gruppi scolastici.
Biglietti: vedi per la Necropoli.

Possibilità di fare il biglietto cumulativo Museo e Necropoli:
Intero: Euro 6,50.
Ridotto per cittadini dell’ Unione Europea tra 18 e 25 anni e per insegnati di ruolo nelle scuole statali: Euro 3,25.
Gratuito per gli stessi aventi diritto citati precedentemente.

3. Ara della Regina.

Storia della Tarquinia Etrusca:

670-630 orientalizzante medio.
Tarquinia usa tombe costruite con copertura a pseudovolta, camera unica con pareti molto ripide e banchina per le deposizioni, fessura nella chiave della volta. Caratteristica è il grande dromos molto largo lungo e aperto, spesso è presente una scalinata monumentale, utilizzata per riti, spettacoli e ludi.

630-580 orientalizzante recente.
In città cominciano grandi importazioni ceramiche dal mediterraneo, esempio famoso del periodo è la tomba di bocchoris, tomba del guerriero, il primo esempio di orientalizzante etrusco. Importante è notare che qui venne trovata la prima epigrafe etrusca incisa su un vaso protocorinzio. La necropoli in questo periodo si estende sul colle di Monterozzi.

Alto arcaismo: VI a.C.
È questo il momento della nascita dei grandi santuari e vengono edificate le prime città satellite sulla costa ad impianto ortogonale, Pyrgi per Cerveteri, Gradisca per Tarquinia, nel clima di una grande espansione commerciale via mare.

Il tipo tombale a Tarquinia in questo periodo è a camera ipogea con tumulo come segnacolo. Gli interni sono decorati come una vera casa ad affresco (sedimenti salini che si depositano sulla roccia dipinta hanno permesso di conservare le pitture fino a noi). Le scene raffigurate sono di tipo aristocratico: animali affrontati, banchetti, giochi funebri, ma esistono anche elementi anomali quali caccia e pesca.
Nel 530 a.C. arrivano maestri ionici che importano la tecnica delle megalografie.

Tardo arcaico, il V secolo.
Nasce in questo secolo la famosa Ara della Regina, santuario monumentale di Tarquinia. Su un grande podio venne costruito un tempio di tipo tuscanico, impostato su un tempio di età precedente. La decorazione del columen tutt’ora conservata era enorme: si tratta dei famosi cavalli alati in terracotta.

La pittura funeraria parietale

Nasce nel VI aC., durante la prima fase riprende elementi asiatici e raffigura alberi, animali affrontati e fantastici.
La Tomba delle pantere del 590 a.C. è il primo esempio di questo stile. Non è ancora suddiviso lo spazio della parete, animali la riempiono tutta.
La Tomba dei tori (560 a.C.) già presenta una divisione in fasce a riprodurre almeno in parte una casa, è presente una schematizzazione del frontone con gli animali affrontati.
Nel 530 giungono dalla ionia maestri e portano la tecnica della megalografia.
Primo esempio è la Tomba degli Auguri.
Cominciano ad essere rappresentati non più elementi fantastici ma di carattere sociale, arrivati assieme ai maestri dalla Grecia. Vengono riprodotti banchetti, scene di komastoi, giochi funebri.
Dai colori vividi del VI secolo (es: tomba delle leonesse), si vanno ad utilizzare sempre più un cromatismi tenui e a campitura più piatta, per dare più importanza alla volumetria dei personaggi che al gioco delle luci. La tavolozza diminuisce a 3-4 colori fondamentali.

L’identificazione con la casa non si va mai perdendo del tutto, infatti il columen ed il suo sostegno vengono sempre rappresentati, anche se molto schematizzati (una semplice linea grossa rossa) ma sono presenti.
Tipico è anche la rappresentazione di una finta porta a imitazione di quella vera della tomba oppure di una finta porta di una camera inesistente o una porta dell’aldilà.
Nel V cominciano anche a comparire, in relazione alla perdita della fede nella vita post-mortem, personaggi infernali, contraddistinti dal loro colore blu, sia femminili che maschili (karun).

Età recente: IV-III a.C.

Ara della Regina. Su un grosso podio con due terrazze di 7 metri di altezza viene costruito il tempio di tipo tuscanico con cella ed ale. Subirà nel III un rimaneggiamento, le tre cellette ed il postico verranno tolti per aumentare la lunghezza della cella centrale. Ridecorato, il nuovo columen non avrà più i cavalli alati ma un grosso blocco fittile con la fuga dei Sette di Tebe.

Le tombe aristocratiche sono ancora dipinte ma la tipologia cambia: sono presenti molti demoni azzurri, banchetti infernali, poche scene aristocratiche e molto mistiche.
Comincia in questo periodo l’uso di sarcofagi decorati e iscritti. Se la tomba è dipinta il sargofago è liscio senza decorazioni e iscrizioni, e viceversa.
Nei orimi sarcofagi dipinti l’iscrizione compariva sul lato lungo, riportante varie dati della vita del deposto. La cassa spesso era decorata con un’amazzonomachia od una precessione infernale. Il coperchio all’inizio era decorato con un frontoncino di tipo orientale, poi compare la raffigurazione del defunto supino, all’inizio quasi schiacciato contro il letto, poi comincia ad alzarsi sempre più tramite i cuscini e cambiamenti di inclinazione fino a essere rappresentato banchettante.
L’entrata del dromos delle tombe è decorata con piccoli tempietti.

Nel 311-310 a.C. Roma vince su Tarquinia, da questo momento la storia della città rientra nella Storia Romana.

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Cerveteri (RM) https://ingiro.perdomani.net/italia/lazio/cerveteri-rm/ Mon, 04 Aug 2008 10:02:53 +0000 http://ingiro.perdomani.net/?p=64 Cerveteri, in latino Caere, in etrusco Cisra, è ora una cittadina a 40km da Roma, nata in epoca etrusca (epoca villanoviana) è stata identificata come tale già nel XVI secolo con la spiegazione del toponimo Cerveteri con Caere Vetus. Alla città apparteneva, tra gli altri, il famoso porto di Pyrgi, simbolo della ricchezza della città dovuta alla presenza di minerali nel sottosuolo, come nei Monti della Tolfa.

Come arrivare:
E’ raggiungibile dalla Via Aurelia e dall’autostrada Roma-Civitavecchia (A/12). Uscire all’uscita CERVETERI-LADISPOLI-POLIZIA STRADALE e proseguire seguendo la direzione CERVETERI-CERI.

Storia della Cerveteri estrusca:

La storia della città antica viene principalmente basata sui ritrovamenti delle necropoli, molto abbondanti, mentre l’area urbana raramente riporta resti di tale grandezza, ad eccezione delle aree sacre. Il suo territorio si estendeva dal Mignone, alle necropoli rupestri alla zona costiera.

Le prime fasi di vita della città risalgono all’epoca villanoviana (XI-IX secolo a.C.) con le necropoli di Cava della Pozzolana e del Sorbo, con un rito funerario basato su tombe a pozzetto e cinerario biconico con elmo o scodella e nella fase più recente anche inumati in fossa. Le fosse erano legate insieme entro circolo di sassi, un tumulo simbolo precoce dell’esistenza di un sistema di rappresentazione gentilizia.

Dal VIII a.C. grande innovazione, rispetto alla precedente a fossa, la tomba a camera scavata nel tufo o parzialmente costruita, a camera unica, spesso riproducente l’interno di una capanna. Queste tombe avevano un utilizzo famigliare, spesso prolungato.

Con il VII secolo comincia la fase orientalizzante (antica: 730/720-670; media: 670-630; recente: 630-580), con un’arrivo massiccio di manufatti dalla Fenicia, da Cipro, dalla Grecia, con i relativi artigiani che comincieranno a fare una produzione orientalizzante locale. È questo anche il secolo in cui nella città comincia la scrittura, come connotazione di rango sociale (era infatti presente in oggetti di grande qualità, di importazione). Nelle necropoli compaiono i tumuli monumentali, con un’altezza di anche 15 metri, con la crepidine (base del tumulo) spesso modanata, con un ponte che permetteva l’accesso alla cupola.

Verso la fine del VII secolo comincia a diffondersi il tipo di tombe a camera più note, quelle formate da un atrio largo e stretto che si affaccia su tre camere con i letti funebri, sempre ricoperte da tumulo monumentale, riproducenti il nuovo tipo di abitazione etrusca, anche se con differenti proporzioni tra l’atrio e le camere.

Nell’età arcaica, VI sec.a.C., forse a causa della mancanza di spazio nelle necropoli ed alla crescente richiesta di tombe più ricche, cominciano a comparire le famose tombe a dado, generalmente costruite e non scavate, ricorrenti su lunghi filari e “infilate” a riempire gli spazi liberi tra i grandi tumuli dei secoli precedenti. Generalmente le tombe venivano realizzate a coppie, e tra le varie coppie venivano legate da delle scalinate che permettevano di accedere al piano superiore. L’interno era uguale per tutte le tombe, con atrio longitudinale e due vani che vi si affacciavano. L’origine di questa tipologia tombale sembra riferirsi al mondo greco, per il loro carattere democratico e paritario, col quale erano in maggiore contatto nautico rispetto agli altri periodi storici.

Il V sec.a.C. è il periodo dei grossi scontri con le altre popolazioni (cartaginesi e siracusani) che limitarono il commercio navale della città, secondo alcuni riducendola ad atti di pirateria. È il momento di crisi per la città, le tombe non vengono più costruite, utilizzando quelle già esistenti e spesso spostando i deposti più antichi.

Dal IV sec.a.C. Caere comincia ad orbitare nella politica romana, favorendola fin dall’inizio, ed è in questo periodo che nasce un nuovo tipo tombale (circa 20 esempi, ricchissimi), a camera unica, sorretta da pilastri, con una banchina lungo tutte le pareti per le deposizioni e spesso una scalinata centrale che portava ad una seconda sala ipogea. All’esterno erano caratterizzate da iscrizioni col nome e cippi maschili a colonnina e femminili a casetta.

Cose da vedere:

Il Santuario di Pyrgi:

Il famoso porto includeva il Santuario di Uni, costiero e risalente al VI sec.a.C. Il santuario era costituito da due templi principali, uno greco e uno tuscanico più recente, racchiusi da un recinto sacro che lungo un lato presentavano tante piccole cellette (forse per la prostituzione sacra).

La necropoli della Banditaccia:

Per info: tel. 06-9940001. Aperto tutti i giorni, dalle 8.30 al tramonto. Chiuso il lunedì, il 1 gennaio, ed il 25 dicembre.
La biglietteria chiude un’ora prima del tramonto. Per visite guidate chiamare al: 06-39967150 per gruppi di adulti; tel 06-39967200 per gruppi scolastici.
Fino a 18 anni ed oltre i 65 la visita è gratis; dai 18 ai 25 anni costa 2,00 Euro; dai 25 ai 65 anni il biglietto costa 4,00 Euro.

La necropoli è sorta su un grande pianoro tufaceo, una roccia molto leggera e morbida. La necropoli è tagliata da una strada principale ma nel complesso riempie tutto il pianoro.

L’epoca dei grandi tumuli con camera scavata e tumulo parzialmente costruito e ricoperto di terra, va dal 690 al 650 a.C. (orientalizzante antico e medio). Dal 650 in poi (orientalizzante recente) i tumuli sono di dimensione inferiore perchè più diffusi, spesso anche multifamigliari (per dividere probabilmente i costi di produzione di un monumento così grande). La pianta è spesso cruciforme, per aumentarne la capienza.

Verso la metà del VI sec.a.C. cominciano a nascere le tombe a dado ad occupare gli spazi di risulta dei tumuli oppure concentrati in lunghi filari.
Dopo il VI secolo la necropoli non vide più la costruzioni di grandi tombe monumentali, ma continuarono ad essere utilizzate quelle già esistenti. Nel IV secolo la necropoli appunto è gia colma e si comincia a costruire tombe nella ex cava di tufo, le famose tombe comunali, rupestri (scavate a livello del piano di calpestio, ma non ipogee).
Caratteristica delle tombe utilizzate nel IV secolo sono i cippi, con o senza iscrizione funebre e posti all’esterno delle tombe.

Fuori dal recinto:

Tomba dei Leoni Dipinti: Metà VII a.C., chiamata così perchè vi erano dei leoni dipinti sulle pareti di tufo ricoperte da un piccolo strato di argilla, ora scomparse. Si tratta di una tomba circolare con ingresso a dromos, tipico dell’orientalizzante antico, che porta a tre sale, una centrale e due laterali. Quella a destra presenta il soffitto con il tetto a quattro falde schematizzato, con il famoso disco all’estremità del trave centrale. La camera centrale è molto più grande e la riproduzione del tetto a quattro falde è meglio realizzata dell’altra camera. La camera a sinistra, più piccola, è collegata all’esterno da un piccolo dromos secondario.
All’interno dello stesso tumulo, sul retro, venne ricavata una seconda tomba, di VI secolo. :
Tomba degli Scudi e delle Sedie, così chiamata perchè nel tufo vennero scavate delle forme circolari sulle pareti, che ricordano degli scudi appesi, e dei troni. È una tomba di tipo più recente, con atrio allungato su cui si affacciano tre stanze contenenti ai lati i letti scavati per le deposizioni. Il soffitto è reso piatto, non a falde. È qui presente il trono perchè il passaggio nell’usanza etrusca tra il banchetto in posizione seduta a quello in posizione sdraiata avviene tra il 650 ed il 630 a.C., in seguito alla realizzazione della tomba.

Tomba degli Animali Dipinti: Orientalizzante medio, composta da un dromos che porta da un atrio circolare con soffitto lavoratissimo a canne intrecciate e banchina per le deposizioni ai lati. Si tratta di una tomba anomala in quanto l’elemento tondo nell’architettura etrusca quasi non esiste. L’atrio conduce a una stanza rettangolare suddivisa in tre parti.
Nel recinto:

Tumulo 2: presenta quattro diverse sepolture con quattro entrate differenti. Una è la famosa Tomba della Capanna, la più antica, rappresenta l’interno di un vano con tetto a due falde, molto displuviato: un tetto di paglia.

È il secondo tumulo più antico di Cerveteri, datato al 680-670 a.C.
Il secondo è una Tomba a doppio vano. Il terzo è la Tomba dei Doli, del 650-630 a.C., caratterizzata da due vani assiali, soffitto a doppio spiovente. La quarta e più recente è la Tomba dei Vasi Greci, del tipo orientalizzante recente, ma è posteriore al VI sec.a.C., con tre vani affacciati sull’atrio. Il nome deriva dall’enorme quantità di vasi greci che vennero rinvenuti in essa.
Tomba dei Capitelli: tipica tomba a tre vani su atrio, con colonne caratterizzate da capitelli eolici totalmente scavati nel tufo, il soffitto decorato ad incannucciato.
Tumulo Policromo: crepidine (il tamburo del tumulo, la parte cilindrica) caratterizzata da file di materiali di colore differente. Tardo orientalizzante.
Tumulo Mengarelli: è incompiuta, non ha modanature ed ha una sola tomba. Fa coppia col tumulo del Colonnello.
Tumulo del Colonnello: contiene la tomba a così chiamato perchè le modanature sembrano i gradi dei colonnelli dell’esercito. Contiene quattro tombe, di cui una dell’inventore, o portatore, del tumulo a Cerveteri.

Tomba Regolini-Galassi: a planimetria animala, con lungo corridoio centrale e due vani prospicienti aui due lati del corridoio. Datata 670-660. Una delle sale non fu profanata e il corredo delle deposizioni (maschile e femminile) riporta anche segni di scrittura.
Via degli Inferi:
Tomba delle Colonne Doriche: Unicum nel panorama etrusco è una tomba sorretta da colonne doriche perfettamente riprodotte, senza base.
Tomba dei Rilievi: appartiene al IV sec.a.C. ed è l’unica tomba monumentale di questo secolo ad aver trovato spazio nella necropoli della Banditaccia. È della tipologia con grande aula puntellata da pilastri e banchine sui lati. La particolarità è che le pareti sono totalmente rivestite da stucco, decorato e dipinto a rappresentare l’interno di un’abitazione.

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