Alba Fucens (AQ)

Il sito romano si trova nella moderna Alba, vicino ad Avezzano, nella piana del Fucino. Comodamente raggiungibile via autostrada A25, uscita di Avezzano o Magliano dei Marsi. Si trova a 100 km sia da Roma che da Pescara.

Informazioni utili:

La visita al sito è completamente gratuita ed è aperta ogni giorno fino al tramonto.

E’ consigliabile comprare prima all’info point la guida o una piccola mappa, lungo la visita non troverete cartelli illustrativi e gli edifici sono spesso poco conservati in altezza, per cui potrebbe essere difficile capire dove ci si trova!

Panorama degli scavi di Alba Fucens

C’è la possibilità di partecipare ad una visita guidata, per informazioni: tel. 0863449642 cell. 3388789548.Gradita una prenotazione con almeno dieci giorni di anticipo.

Storia di Alba Fucens

Alba Fucens è una tra le colonie latine più antiche: venne fondata dai romani nel 303 a.C. nel territorio degli Equi come avamposto militare, in seguito venne edificata la via Valeria che la attraversava.
Alba controllava la piana del Fucino, zona paludosa che venne successivamente bonificata sotto Claudio e resa agricola. Inoltre si trovava nella via della transumanza, importante linea di transito fin dall’età preromana!

Pianta di Alba Fucens

La città venne realizzata su un pianoro sopraelevato (il Pian di Civita), con una perfetta aderenza tra il tracciato delle mura e la forma del pianoro, necessaria per una maggiore difesa. La pianta della città, mostra uno stupendo tracciato di strade ortogonali tra loro che si adeguano alla linea della valle.
L’ultima notizia della città si ha nel VI sec.d.C., poi cadrà in rovina.

Cosa si può vedere:

La città così come possiamo vederla appartiene al rifacimento della prima età imperiale (I sec.d.C.), periodo in cui molte città romane venivano dotate di edifici monumentali a scopo propagandistico.

La visita prosegue lungo tutto il centro monumentale. Da non dimenticare che Alba ha conservato nella sua lunghezza le mura, un bell’esempio di opera poligonale.

Dall’info point del sito si scende un viottolo e si entra nella zona monumentale.

Le due vie principali sono il Cardo Maximus e la via Valeria (che funge da Decumanus Maximus della città), chiamata anche via del Miliario. La via che segue parallela a quella del Miliario è la via dei Pilastri, chiamata così per la presenza lungo la strada di alcune colonne ancora conservate (appartenenti a botteghe commerciali).

EDIFICI CONSERVATI:

1. Appena scesi dal viottolo si trova sulla destra la Basilica. Sulla sinistra, solo parzialmente scavata, si trova la zona del Foro.
Della Basilica, oltre il porticato, da notate sono le buche ancora conservate utilizzate dai romani per le votazioni!

2. Proseguendo la via del Miliario, oltrepassato il Macellum (l’edificio circolare con i muri a raggiera, vani utilizzati come botteghe), si giunge al famoso miliario (quello esposto è un calco dell’originale) che dà il nome alla via, nel quale il nome dell’imperatore è attentamente spicconato: era Magnenzio, che subì la damnatio memoriae.

Il macellum (Alba Fucens)

3. Il lato destro della via del Miliario presenta un lungo “corso” di Tabernae, i negozi dei romani, ancora visibili sulla soglia i segni dell’incasso delle porte.

4. Proseguendo si giunge alla zona delle Terme, ben riconoscibili dai pavimenti con suspensurae per il riscaldamento. Divertenti sono le latrine, molto ben conservate!

Suspensurae delle terme (Alba Fucens)

5. Si arriva quindi alla zona del santuario di Ercole, la cui statua che ha dato nome all’edificio, si trova al Museo Archeologico di Chieti. L’accesso è una grande rampa inclinata, il che ha fatto interpretare l’edificio non come un santuario, ma come un mercato di pecore (non stona con il ritrovamento della statua di Ercole: era anche il protettore dei pastori!).

6. Al lato opposto della Via del Miliario si trova una Domus, un’abitazione considerata signorile con molti vani pavimentati a mosaico (purtroppo non visibili per motivi di conservazione).
Le pareti in grosse pietre poligonali sono presenti in entrambi i lati della zona monumentale e servivano come sostruzione ai colli.

Passaggio pedonale di età romana (Alba Fucens)7. Oltrepassando il santuario di Ercole, ci si trova nella via dei Pilastri dove, dopo aver attraversato la strada sull’antico passaggio pedonale (quei tre pietroni conficcati in mezzo alla strada: non dimentichiamo che la pulizia delle strade era fatta tramite allagamento!) si nota una fontana, quindi tutta la via è caratterizzata da una lunga serie di botteghe, generalmente a due vani, con porticato. Il piano superiore era utilizzato probabilmente come residenza.
In alcune botteghe sono ancora visibili i banconi in pietra con fornetti sottostanti e fori sul piano superiore: degli antichi bar!

8. Qui finisce la visita alla zona monumentale. Proseguendo per la Via dei Pilastri di giunge alla zona del teatro, di cui potrete solo notare un ombra nella collina che troverete oltrepassata la strada asfaltata. La cavea del teatro è stata infatti ricavata nel pendio della collina, ed ha un diametro di 77 m.

9. Lungo un sentiero moderno si giunge quindi al famoso anfiteatro, costruito in epoca Tiberiana, che è posto in asse con un decumano. L’ingresso monumentale dava direttamente sulle mura.

Anfiteatro (Alba Fucens)

LA CHIESA DI SAN PIETRO:

Molto bella è la Chiesa romanica di San Pietro che si trova sul colle sopra Alba Fucens ed è raggiungibile a piedi in pochi minuti. Dal piazzale della chiesa sChiesa di San Pietro – internoi gode di un’ottima vista: belle fotografie per gli appassionati!!
La chiesa è stata parzialmente distrutta da un terremoto all’inizio del 1900, ma ora è stata ricostruita.

San Pietro ad Alba Fucens - Il Ciborio

La chiesa nasce nel XII secolo dalle spoglie del tempio romano di Apollo, osservando i muri interni della chiesa si notano ancora delle incisioni in latino e greco e dei piccoli disegni: ci si annoiava anche quella volta quando si andava a “messa”.

All’interno della chiesa ci sono vari manufatti medievali con decorazioni in marmi molto pregiati, oro e pietre colorate.

2 Responses to “Alba Fucens (AQ)”

  1. complimenti! hai fatto veramente un bel lavoro……bravo!

  2. grazie ilaria, sono contenta che ti sia piaciuto l’articolo =)

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