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	<title>inGiro &#187; Abruzzo</title>
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	<description>Per viaggiare nel tempo ... i luoghi dell&#039;archeologia in Italia</description>
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		<title>Alba Fucens (AQ)</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 20:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[alba fucens]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sito romano si trova nella moderna Alba, vicino ad Avezzano, nella piana del Fucino. Comodamente raggiungibile via autostrada A25, uscita di Avezzano o Magliano dei Marsi. Si trova a 100 km sia da Roma che da Pescara.
Informazioni utili:
La visita al sito è completamente gratuita ed è aperta ogni giorno fino al tramonto.
E&#8217; consigliabile comprare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sito romano si trova nella moderna Alba, vicino ad <strong>Avezzano</strong>, nella piana del Fucino. Comodamente raggiungibile via autostrada A25, uscita di Avezzano o Magliano dei Marsi. Si trova a 100 km sia da Roma che da Pescara.</p>
<p><strong>Informazioni utili:</strong></p>
<p>La visita al sito è completamente gratuita ed è aperta ogni giorno fino al tramonto.</p>
<p>E&#8217; consigliabile comprare prima all&#8217;info point la guida o una piccola mappa, lungo la visita non troverete cartelli illustrativi e gli edifici sono spesso poco conservati in altezza, per cui potrebbe essere difficile capire dove ci si trova!</p>
<p><img src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2007/10/panorama_albafucens.jpg" alt="Panorama degli scavi di Alba Fucens" /></p>
<p>C&#8217;è la possibilità di partecipare ad una visita guidata, per informazioni: tel. 0863449642 cell. 3388789548.Gradita una prenotazione con almeno dieci giorni di anticipo.</p>
<h3>Storia di Alba Fucens</h3>
<p>Alba Fucens è una tra le colonie latine più antiche: venne fondata dai romani nel 303 a.C. nel territorio degli Equi come avamposto militare, in seguito venne edificata la via Valeria che la attraversava.<br />
Alba controllava la piana del Fucino, zona paludosa che venne successivamente bonificata sotto Claudio e resa agricola. Inoltre si trovava nella via della transumanza, importante linea di transito fin dall&#8217;età preromana!</p>
<p><img src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2007/10/pianta_albafucens.jpg" alt="Pianta di Alba Fucens" /></p>
<p>La città venne realizzata su un pianoro sopraelevato (il Pian di Civita), con una perfetta aderenza tra il tracciato delle mura e la forma del pianoro, necessaria per una maggiore difesa. La pianta della città, mostra uno stupendo tracciato di strade ortogonali tra loro che si adeguano alla linea della valle.<br />
L&#8217;ultima notizia della città si ha nel VI sec.d.C., poi cadrà in rovina.</p>
<h4>Cosa si può vedere:</h4>
<p>La città così come possiamo vederla appartiene al rifacimento della prima età imperiale (I sec.d.C.), periodo in cui molte città romane venivano dotate di edifici monumentali a scopo propagandistico.</p>
<p>La visita prosegue lungo tutto il centro monumentale. Da non dimenticare che Alba ha conservato nella sua lunghezza le mura, un bell&#8217;esempio di opera poligonale.</p>
<p>Dall&#8217;info point del sito si scende un viottolo e si entra nella zona monumentale.</p>
<p>Le due vie principali sono il Cardo Maximus e la via Valeria (che funge da Decumanus Maximus della città), chiamata anche via del Miliario. La via che segue parallela a quella del Miliario è la via dei Pilastri, chiamata così per la presenza lungo la strada di alcune colonne ancora conservate (appartenenti a botteghe commerciali).</p>
<p><strong>EDIFICI CONSERVATI:</strong></p>
<p>1. Appena scesi dal viottolo si trova sulla destra la <strong>Basilica</strong>. Sulla sinistra, solo parzialmente scavata, si trova la zona del Foro.<br />
Della Basilica, oltre il porticato, da notate sono le buche ancora conservate utilizzate dai romani per le votazioni!</p>
<p>2. Proseguendo la via del Miliario, oltrepassato il <strong>Macellum</strong> (l&#8217;edificio circolare con i muri a raggiera, vani utilizzati come botteghe), si giunge al famoso miliario (quello esposto è un calco dell&#8217;originale) che dà il nome alla via, nel quale il nome dell&#8217;imperatore è attentamente spicconato: era Magnenzio, che subì la <em>damnatio memoriae</em>.</p>
<p><img src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2007/10/macellum_ok.jpg" alt="Il macellum (Alba Fucens)" /></p>
<p>3. Il lato destro della via del Miliario presenta un lungo &#8220;corso&#8221; di <strong>Tabernae</strong>, i negozi dei romani, ancora visibili sulla soglia i segni dell&#8217;incasso delle porte.</p>
<p>4. Proseguendo si giunge alla zona delle <strong>Terme</strong>, ben riconoscibili dai pavimenti con suspensurae per il riscaldamento. Divertenti sono le latrine, molto ben conservate!</p>
<p><img src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2007/10/suspensurae.jpg" alt="Suspensurae delle terme (Alba Fucens)" /></p>
<p>5. Si arriva quindi alla zona del <strong>santuario di Ercole</strong>, la cui statua che ha dato nome all&#8217;edificio, si trova al Museo Archeologico di Chieti. L&#8217;accesso è una grande rampa inclinata, il che ha fatto interpretare l&#8217;edificio non come un santuario, ma come un mercato di pecore (non stona con il ritrovamento della statua di Ercole: era anche il protettore dei pastori!).</p>
<p>6. Al lato opposto della Via del Miliario si trova una <em><strong>Domus</strong></em>, un&#8217;abitazione considerata signorile con molti vani pavimentati a mosaico (purtroppo non visibili per motivi di conservazione).<br />
Le pareti in grosse pietre poligonali sono presenti in entrambi i lati della zona monumentale e servivano come sostruzione ai colli.</p>
<p><img src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2007/10/pedonale.jpg" alt="Passaggio pedonale di età romana (Alba Fucens)" align="right" />7. Oltrepassando il santuario di Ercole, ci si trova nella<strong> via dei Pilastri</strong> dove, dopo aver attraversato la strada sull&#8217;antico passaggio pedonale (quei tre pietroni conficcati in mezzo alla strada: non dimentichiamo che la pulizia delle strade era fatta tramite allagamento!) si nota una fontana, quindi tutta la via è caratterizzata da una lunga serie di botteghe, generalmente a due vani, con porticato. Il piano superiore era utilizzato probabilmente come residenza.<br />
In alcune botteghe sono ancora visibili i banconi in pietra con fornetti sottostanti e fori sul piano superiore: degli antichi bar!</p>
<p>8. Qui finisce la visita alla zona monumentale. Proseguendo per la Via dei Pilastri di giunge alla zona del <strong>teatro</strong>, di cui potrete solo notare un ombra nella collina che troverete oltrepassata la strada asfaltata. La cavea del teatro è stata infatti ricavata nel pendio della collina, ed ha un diametro di 77 m.</p>
<p>9. Lungo un sentiero moderno si giunge quindi al famoso <strong>anfiteatro</strong>, costruito in epoca Tiberiana, che è posto in asse con un decumano. L&#8217;ingresso monumentale dava direttamente sulle mura.</p>
<p><img src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2007/10/anfiteatro.jpg" alt="Anfiteatro (Alba Fucens)" /></p>
<p><strong>LA CHIESA DI SAN PIETRO:</strong></p>
<p>Molto bella è la <strong>Chiesa romanica di San Pietro</strong> che si trova sul colle sopra Alba Fucens ed è raggiungibile a piedi in pochi minuti. Dal piazzale della chiesa sChiesa di San Pietro &#8211; internoi gode di un&#8217;ottima vista: belle fotografie per gli appassionati!!<br />
La chiesa è stata parzialmente distrutta da un terremoto all&#8217;inizio del 1900, ma ora è stata ricostruita.</p>
<p><img src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2007/10/ciborio_ok.jpg" alt="San Pietro ad Alba Fucens - Il Ciborio" /></p>
<p>La chiesa nasce nel XII secolo dalle spoglie del tempio romano di Apollo, osservando i muri interni della chiesa si notano ancora delle incisioni in latino e greco e dei piccoli disegni: ci si annoiava anche quella volta quando si andava a &#8220;messa&#8221;.</p>
<p>All&#8217;interno della chiesa ci sono vari manufatti medievali con decorazioni in marmi molto pregiati, oro e pietre colorate.</p>
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		<title>Bominaco (AQ)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 15:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Bominaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Il complesso monastico di Bominaco (frazione di Caporciano) ed il castello sorgono sull&#8217;altipiano dei Navelli, famoso per lo squisito zafferano, il castello è visibile dalla statale, i due complessi religiosi sono un po&#8217; più nascosti alla vista.
Il castello con le due chiese faceva parte del complesso monastico anticamente detto di Momenaco.
L&#8217;oratorio di San Pellegrino conserva quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il complesso monastico di<strong> Bominaco</strong> (frazione di Caporciano) ed il castello sorgono sull&#8217;altipiano dei Navelli, famoso per lo squisito zafferano, il castello è visibile dalla statale, i due complessi religiosi sono un po&#8217; più nascosti alla vista.<br />
Il castello con le due chiese faceva parte del complesso monastico anticamente detto di Momenaco.<br />
L&#8217;oratorio di San Pellegrino conserva quasi totalmente intatto il suo patrimonio di pittura bizantina a splendidi colori.</p>
<p><strong>Come arrivare:<br />
</strong>Da Pescara prendere l&#8217;A25 in direzione Roma. Uscire a Popoli, proseguire (direzione L&#8217;Aquila) per Navelli-Caporciano.</p>
<p><strong>L&#8217;oratorio di San Pellegrino:</strong></p>
<p><img ALT="Oratorio di San Pellegrino - Bominaco" SRC="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/01/bominaco004.jpg" /></p>
<p>L&#8217;esterno dell&#8217;oratorio non rende giustizia del patrimonio conservato al suo interno. È visitabile chiamando il numero del custode, in pochi minuti arriverà ad aprirvi le porte e vi fornirà una breve spiegazione degli affreschi.<br />
L&#8217;ingresso è gratuito ma è gradita un offerta. È possibile comprare una guida, in versione mini o maxi ad un prezzo modico (5-15 €).</p>
<p>Si entra dal lato col portico (secentesco) rivolto al castello. L&#8217;interno della chiesa è ad un unica aula, coperta da una volta a sesto acuto divisa in quattro campate. Al centro della stanza sono presenti due plutei di età probabilmente romana, che gli studiosi ipotizzano provenienti da<br />
Peltuinum. L&#8217;oratorio venne restaurato già nel 1263 dall&#8217;abate Teodino.</p>
<p>Gli affreschi sono concepiti con uno spirito liturgico, sono quindi dedicati ai monaci benedettini che vivevano nel monastero per aiutarli durante la celebrazione dell&#8217;eucarestia tramite le immagini del sacrificio di Cristo. Sono rappresentate infatti scene dal Vangelo, come l&#8217;Annunciazione, la presentazione al Tempio, l&#8217;ingresso a Gerusalemme e la passione di Cristo fino alla sua sepoltura, ma non la crocifissione nè la resurrezione. Il pittore che dipinse il ciclo della nascita fino alla presentazione al tempio è detto il Maestro dell&#8217;Infanzia mentre quello che dipinse la parte restante dell&#8217;oratorio è detto il Maestro della Passione. La differenza più facilmente avvertibile tra le due mani è che mentre il primo utilizza spesso elementi paesaggistici nei dipinti, il secondo usa sfondi monocromatici e piatti e contorna fortemente le figure.</p>
<p>Il ciclo più famoso dell&#8217;Oratorio è il Calendario bominacense, che ricalca le festività di Montecassino. Nel Calendario ogni mese è raffigurato da due quadretti, il primo con il dipinto del mese, spesso suggerente il lavoro dei campi appropriato, il secondo con l&#8217;elenco delle festività ed il segno zodiacale.</p>
<p><strong>Santa Maria Assunta: </strong></p>
<p><img ALT="Santa Maria Assunta - Bominaco" SRC="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/01/bominaco002.jpg" /></p>
<p>La chiesa nasce nel X secolo, ma la sua sistemazione architettonica risale al XII-XIII secolo. Lo stile è romanico, come si vede dalle linee ordinate e scabre della chiesa a pianta rettangolare a tre navate (con colonnato formato da pilastri molto imponenti) cui corrisponde per ognuna un&#8217;abside.<br />
L&#8217;interno non è totalmente originale, subì infatti un rimaneggiamento nel 1700, ma restauri del secolo scorso portarono la chiesa alla sua forma iniziale. Da notare è la varietà dei capitelli che vanno da quello incompiuto a quello molto più elaborato.</p>
<p><strong>Il castello:</strong></p>
<p><strong></p>
<p ALIGN="center"><img ALT="Il castello - Bominaco" SRC="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/01/bominaco008.jpg" /></p>
<p></strong></p>
<p>Fu in epoca antica sede di varie lotte per il suo possesso, è raggiungibile tramite una lunga e ben conservata scalinata di pietra che parte dal piazzale antistante l&#8217;oratorium. Ancora riconoscibili vani ed usci, ha consevato i muri per un&#8217;altezza di qualche metro. Abbandonato nel XV secolo, non ebbe la stessa sorte conservativa delle due chiese, ancora utilizzate soprattutto per cerimonie nuziali.</p>
<p ALIGN="center"><img ALT="Il castello - Bominaco" SRC="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/01/bominaco009.jpg" /></p>
<p>Le rovine interne alle mura sono visitabili, è possibile salire lungo la scalinata del torrione certrale (risalente al XV secolo) per meglio godere il paesaggio mozzafiato.</p>
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		<title>Chiesa di San Pietro ad Oratorium (AQ)</title>
		<link>http://ingiro.perdomani.net/italia/abruzzo/chiesa-di-san-pietro-ad-oratorium-aq/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 03:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[San Pietro ad Oratorium]]></category>

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		<description><![CDATA[La chiesa di San Pietro ad Oratorium si trova nella parte della valle del fiume Tirino appartenente al territorio di Capestrano, in provincia dell’Aquila. L&#8217;edificio è di epoca medievale, molto ben conservato e di recente restaurato.


Informazioni utili:
La chiesa viene aperta da un custode il venerdì pomeriggio. Per prenotazioni telefonare al numero 0862-95227: info point di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La chiesa di San Pietro ad Oratorium si trova nella parte della valle del fiume Tirino appartenente al territorio di Capestrano, in provincia dell’Aquila. L&#8217;edificio è di epoca medievale, molto ben conservato e di recente restaurato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-46" title="San Pietro ad Oratorium" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/07/oratorium01.jpg" alt="" width="386" height="250" /></p>
<p><strong><br />
Informazioni utili:</strong></p>
<p>La chiesa viene aperta da un custode il venerdì pomeriggio. Per prenotazioni telefonare al numero 0862-95227: info point di Capestrano. Conviene telefonare con anticipo, per evitare di trovare il custode impossibilitato a venire&#8230;vale la pena sia vedere l&#8217;interno della chiesa per i suoi affreschi sia il quadrato magico che si trova sul retro rispetto all&#8217;entrata nel recinto.</p>
<p><strong>Cenni storici:</strong></p>
<p>La chiesa di San Pietro ad Oratorium venne fondata sulla riva sinistra del fiume Tirino, che al tempo della fondazione passava a 200m dalla chiesa. Fu costruita, secondo la tradizione, grazie al dono fatto dall’ultimo re longobardo Desiderio nel 756 d.c. all’abate Attalo di un appezzamento di terra per la costruzione di un monastero. Fu una chiesa molto celebre, vantò la protezione di papi ed imperatori, come Carlo Magno e Pipino, ma soprattutto della dinastia dei Medici di Firenze.<br />
Verso la fine dell’XI secolo venne ristrutturata e nel 1117 riconsacrata da Papa Pasquale II, che a ricordo di questi lavori fece posizionare un’iscrizione sul portale:</p>
<p><em>A Rege Desiderio fundata millenocenteno renovata</em></p>
<p>Egli vi portò le reliquie di San Pietro Apostolo e le concesse vari privilegi, assoggettandola alla Santa Sede.<br />
Il convento fu definitivamente abbandonato nel 1751 e a tutt’oggi non è rimasta traccia del monastero.<br />
Restauri alla chiesa sono stati portati avanti nella metà del 1900.</p>
<p><strong><br />
Il quadrato magico:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/07/quadrato02.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-47" title="Il Quadrato Magico" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/07/quadrato02.jpg" alt="" width="249" height="177" /></a></p>
<p>Inserito rovesciato nella muratura a sinistra del portale, si trova il celebre quadrato magico scolpito in una pietra: si tratta di un&#8217;enigmatica scritta composta da cinque parole di cinque lettere ciascuna:<br />
ROTAS OPERA TENET AREPO SATOR<br />
che significano &#8220;ovunque &#8211; opera &#8211; tiene &#8211; aratro &#8211; seminatore&#8221;<br />
Le parole si possono leggere da sinistra verso destra, da destra verso sinistra, dall&#8217;alto verso il basso e dal basso verso l&#8217;alto.</p>
<p>S A T O R<br />
A R E P O<br />
T E N E T<br />
O P E R A<br />
R O T A S</p>
<p>Tra le varie interpretazioni esistenti, la più accreditata ritiene si tratti di un crittogramma che anagrammato forma le parole &#8220;Pater Noster&#8221; più le lettere A e O: alfa e omega, mentre alcuni ritengono che queste combinazioni acrostiche, secondo le superstizioni medievali, siano elementi utili per preservare l’edificio da terremoti, fulmini, tempeste e meteore.</p>
<p><strong>L&#8217;interno della Chiesa:</strong></p>
<p>In fondo alla chiesa si può vedere, dietro il ciborio del XII secolo, l’abside centrale riccamente decorato con un affresco rappresentante Cristo benedicente su un trono, i simboli dei quattro Evangelisti ed i 24 Signori dell’Apocalisse; delle decorazioni degli absidi laterali è rimasto solo un gruppo di Santi ciascuno. Questi affreschi vengono fatti risalire alla prima metà del XII secolo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-48" title="San Pietro ad Oratorium - Il Ciborio" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/07/ciborio03.jpg" alt="" width="200" height="272" /></p>
<p>Sull’altare sopraelevato da tre gradini, si trova un’ara pagana con ancora i segni della combustione dei sacrifici, che alcuni ritengono sia la prova dell’esistenza nella zona limitrofa di un edificio di epoca romana precedente all’impianto del monastero longobardo.</p>
<p><strong>La facciata:</strong></p>
<p>La facciata della chiesa si presenta estremamente semplice: si apre un bel portale benedettino ai cui lati si trovano due bassorilievi rappresentanti Re Davide e S. Vincenzo diacono. Il bassorilievo di Davide è in particolare interessante perchè è rappresentato rivolto verso l&#8217;alto e nel gesto di indicare con un dito un&#8217;iscrizione che dice:<br />
<em>sculptor imago apparuit ito insomnis hec</em><br />
da alcuni interpretata come: &#8220;lo scultore decise questa sistemazione in seguito ai suoi sogni, durante i quali ne ebbe l&#8217;ispirazione&#8221;.</p>
<p><strong><br />
Analisi dell&#8217;architettura:</strong></p>
<p><em>1) L’esterno della chiesa:</em></p>
<p>San Pietro ad Oratorium è una chiesa a tre navate absidate sul fondo, di cui quella centrale più larga delle laterali.<br />
Il materiale con cui è costruita la parte originale della chiesa, riscontrabile ancora nella parte inferiore della facciata e nel rivestimento delle absidi posteriori, è una pietra tagliata a conci quadrangolari e disposta su filari orizzontali a secco.<br />
Le facciate laterali sono costituite da pietre di forma irregolare di dimensione minore rispetto a quelle della facciata, disposte anch’esse su filari orizzontali ma legate con malta di calce.<br />
Come materiale da costruzione, oltre ai blocchi di pietra quadrangolari o naturalmente irregolari, si nota un utilizzo di materiali di risulta, provenienti da costruzioni di epoca romana e dall’originario edificio longobardo; si tratta in particolare di elementi in pietra o marmo, decorati od iscritti.</p>
<p>- La facciata:</p>
<p>La muratura è realizzata in opera quadrata non isodoma e le uniche aperture che possiede sono l’ingresso centrale ed una piccola finestrella rettangolare sulla sommità.<br />
La grandezza delle pietre, sia in larghezza che in altezza, non è medesima in tutti i blocchi della costruzione e si nota la mancanza di una ricerca di uniformità nella realizzazione della facciavista del monumento. I filari sono infatti disposti secondo assise irregolari ed anche i conci variano notevolmente di dimensioni all’interno dello stesso filare. I blocchi vengono indifferentemente posti all’interno della muratura di testa o di taglio, ed anche nella zona delle catene angolari non si nota un’alternanza ricercata tra le due posizioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/07/orator_portale04.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-49" title="San Pietro ad Oratorium - Il Portale" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/07/orator_portale04.jpg" alt="" width="295" height="365" /></a></p>
<p>Il portale principale della chiesa è formato da una struttura di tipo trilitico, con architrave poggiante su due capitelli posti al di sopra dei piedritti. L’ingresso è sormontato da due archi a tutto sesto. Questi sono indipendenti tra loro e dalla muratura e non sono poggianti direttamente sull’architrave, ma su un filare della muratura prolungato fino alla linea interna degli stipiti. La funzione degli archi è di scarico del peso della struttura nei confronti dell’architrave. La buona funzionalità della struttura è ben visibile nelle fratture che l’arco col tempo ha riportato e che si trovano esattamente alle reni dell’ordine interno.</p>
<p>I cunei costituenti i due archi sono di dimensione e di numero irregolare, quello interno ne ha 7 mentre quello esterno 10 e le chiavi non corrispondono con il centro fisico dell’arco. Entrambi gli ordini presentano decorazioni con motivi simmetrici a palmette che fanno risalire il materiale da costruzione al precedente edificio longobardo.</p>
<p>Tutta la facciata, come già detto, conserva elementi di edifici precedenti usati come materiale da costruzione, tra questi spiccano blocchi marmorei con decorazioni ad intreccio, varie lastre iscritte ed il famoso quadrato magico, impostato al contrario sulla sinistra del portale.<br />
Ai lati dell’ingresso trovano posto in maniera simmetrica due bassorilievi con figure di santi su pietre quadrangolari, risalenti alla risistemazione del 1100.<br />
Nella parte superiore della facciata è possibile notare come la più leggera muratura in piccoli blocchetti lapidei abbia lasciato posto, nella zona delle catene angolari, ad una più resistente catena di blocchi con dimensioni maggiori, questo per garantire un’adeguata resistenza al carico della copertura sovrastante in una zona critica come quella dello spigolo.</p>
<p>- La facciata laterale destra:</p>
<p>Il lato destro dell’edificio è costituito prevalentemente da piccoli blocchetti lapidei di dimensione irregolare ma più o meno omogenea , disposti su filari orizzontali.<br />
Anche su questo lato della chiesa si apre un portale. La struttura di quest’ultimo non varia di molto dal portale principale, è infatti costituito da un sistema con architrave poggiante su pilastri sormontato da un doppio ordine di archi di scarico a tutto sesto.<br />
In questo caso, a differenza del portale centrale, l’arco di scarico interno poggia direttamente sulla muratura ed in linea con gli stipiti della porta, mentre quello esterno insiste su due mensole sporgenti. Le mensole sono impostate su due finte colonne adiacenti al lati del portale e probabilmente reggevano una decorazione ora non più presente.<br />
All’interno della muratura della facciata laterale, sono ben visibili dei fori a distanze e altezze regolari, essi sono interpretabili come fori per il sostegno dei ponteggi necessari ai lavori di ricostruzione.</p>
<p>- Le absidi posteriori:</p>
<p>Le tre navate di cui è composta la chiesa sono caratterizzate dalla presenza di tre absidi di forma semicilindrica sul fondo. Il materiale di cui queste sono costituite è, come per la facciata, blocchi di pietra quadrangolari e di medie dimensioni disposte su filari orizzontali ma con assise non regolari. Da notare è il fatto che per l’adattamento ad una superficie curva i conci costituenti la muratura sono stati tutti arrotondati.<br />
La cortina originaria si è conservata solo nell’abside centrale e parzialmente nella laterale destra, mentre il restante sinistro è frutto per 2/3 della sua altezza di un restauro moderno.<br />
Ognuna delle tre absidi presenta una finestrella nel centro e queste sono uno dei pochi punti luce dell’intera chiesa.</p>
<p><em>2) L’interno della chiesa:</em></p>
<p>La pavimentazione è in lastre di pietra in tutte e tre le navate e presenta solo tre gradini in corrispondenza dell’altare sul fondo.<br />
Le navate sono divise da due file di sette archi a tutto sesto poggianti su pilastri a base quadrata.<br />
I pilastri sono realizzati negli stessi conci di pietra delle facciate esterne e presentano alla sommità piccoli capitelli decorati con elementi vegetali o piccole figurine zoomorfe. La loro posizione in corrispondenza dell’imposta dell’arco li potrebbe far vedere anche come resti di cagnoli per il sostegno delle centine in fase di costruzione.<br />
Gli archi sono invece costituiti da cunei lapidei più piccoli ed irregolari tra loro. Ad un esame più approfondito si nota come solo le due cortine siano realizzate con questi blocchetti, mentre il riempimento è tutto in calcestruzzo.<br />
La muratura che gli archi vanno a sostenere è composta da blocchetti lapidei, con facciavista lavorata, legati con malta.</p>
<p><em>3) La copertura:</em></p>
<p>Il sistema di copertura della navata centrale è basato su uno schema con tetto a falde a doppio spiovente. Questa copertura è sorretta, come è visibile dall’interno, da una serie di capriate lignee triangolari ricorrenti lungo tutta la lunghezza della navata. Le capriate sono composte, oltre che da puntoni e catena di base, anche da un ometto. Quest’ultimo non è stato unito direttamente ad incastro con la catena, ma è stato legato ad essa tramite una staffa metallica. Come aiuto valido contro la flessione della catena sono stati aggiunti all’ometto due saettoni obliqui. Le capriate della navata centrale oltre ad essere incastrate nel muro, sono anche poggianti su mensole lignee in maniera diretta, senza l’ausilio di travi correnti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-50" title="omino" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/07/omino05.jpg" alt="" width="390" height="248" /></p>
<p>Per quanto riguarda le navate laterali, esse hanno uno schema di tetto ad unica falda, il cui scopo era oltre che di copertura della parte di edificio sottostante, anche di displuvio delle acque piovane provenienti delle falde del tetto della navata centrale. Ora questa sua funzione originaria è notevolmente diminuita dall’impianto, in fase di restauro moderno dell’edificio, di una serie di gronde per tutta la lunghezza della copertura.</p>
<p>Dall’interno della chiesa si può notare come anche le navate laterali siano dotate di un sistema di sostegno a capriata, non completa in quanto la copertura è ad un&#8217;unica falda. Queste non insistono, a differenza di quanto accade nella navata centrale, su mensole, ma sono direttamente incastrate nella muratura. Esse sono composte da mezza catena ed un puntone, che come ausilio ha un saettone, parte incastrato a muro e parte direttamente nella catena. Non c’è la presenza dell’omino in quanto la sua funzione viene ben svolta dalla muratura stessa.</p>
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		<title>Rocca Calascio (AQ)</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 09:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Lady Hawke]]></category>
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		<description><![CDATA[Si tratta del castello più alto d&#8217;Abruzzo (oltre i 1400 metri), situato sul colle che sovrasta una piana dal paesaggio mozzafiato. La rocca, ora in rovina, è tanto affascinante da essere stata set di importanti pellicole tra le quali Lady Hawke (era la dimora del frate Imperius) ed una pubblicità con Leonardo di Caprio.
Calascio, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta del castello più alto d&#8217;Abruzzo (oltre i 1400 metri), situato sul colle che sovrasta una piana dal paesaggio mozzafiato. La rocca, ora in rovina, è tanto affascinante da essere stata set di importanti pellicole tra le quali Lady Hawke (era la dimora del frate Imperius) ed una pubblicità con Leonardo di Caprio.</p>
<p>Calascio, il capoluogo sottostante, sta ricominciando a vivere grazie al turismo mentre il castello deve la sua ristrutturazione e sistemazione scenografica alla produzione del film Lady Hawke (per gli appassionati del film non sarà difficile riconoscere i luoghi dove sono state girate le scene, tra tutti il ponte a trabocchetto e la gradinata intorno al fuoco) per la quale le torri sono state rivestite da una costruzione in cartapesta.</p>
<p>Il sito è aperto al pubblico gratuitamente ma attenzione: è raggiungibile solamente a piedi.<br />
La torre centrale non è visitabile ma è possibile passeggiare lungo il borgo antico ed al primo piano del castello.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-52 aligncenter" title="Rocca Calascio" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/08/calascio1.jpg" alt="" width="400" height="251" /></p>
<p><strong>Come arrivare:</strong></p>
<p>Da Roma si prende l&#8217;autostrada A24 fino all&#8217;uscita dell&#8217;Aquila Est, si continua sulla Statale 17 in direzione Pescara fino al bivio per Barisciano quindi si prosegue in direzione di Castel del Monte fino a Calascio e da qui a sinistra per la Rocca. Da Pescara si segue l&#8217;autostrada A25, direzione Roma, fino all&#8217;uscita Bussi-Popoli. Si continua sulla Statale 17, in direzione dell&#8217;Aquila, fino al bivio per Ofena-Castel del Monte e si prosegue in direzione di Ofena per poi voltare a sinistra per Calascio. Arrivati a Calascio si prosegue fino al bivio che porta alla Rocca.<br />
La rocca è raggiungibile solo a piedi con una piccola passeggiata, dopo aver lasciato la macchina nell&#8217;apposito parcheggio.</p>
<p><strong>Piccola storia della rocca:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-54 aligncenter" title="Rocca Calascio" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/08/calascio3.jpg" alt="" width="400" height="250" /></p>
<p>Costruita intorno al Mille nella sua struttura centrale, fu dotata in seguito delle quattro torri cilindriche angolari. Appartenne nel XVI secolo alla famiglia dei Medici. Venne distrutta insieme al suo borgo dal terremoto del 1703.</p>
<p>La rocca sovrastava il piccolo borgo di Rocca Calascio, situato sul versante meridionale del monte, il quale è stata completamente abbandonata al momento della distruzione del castello e della nascita del borgo Calascio qualche metro più a valle. Il borgo era circondato da una cinta di mura, le quali avevano due aperture.</p>
<p>L&#8217;abbandono della rocca comincia nel XVIII secolo a conseguenza della difficoltà della vita in un luogo così impervio e dei continui terremoti che sconquassano la semplice pietra con cui sono costruite le case del borgo.</p>
<p>L&#8217;edificio centrale della rocca, è nata come torre di avvistamento in epoca altomedievale (alcuni ipotizzano addirittura di epoca romana..aspettiamo scavi), è costituito da un corpo quadrato a torre, con l&#8217;entrata sopraelevata a circa 5 metri da terra (oggi non è possibile entrarvi). Questo edificio venne poi cinto da mura quadrate con agli angoli quattro torrioni circolari. La rocca era collegata al borgo tramite una scala lignea, un tempo retrattile ed oggi fissa.</p>
<p><strong>Immagini dal film Lady Hawke:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-55 aligncenter" title="Rocca Calascio - Lady Hawke" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/08/calascio_lady2.jpg" alt="" width="400" height="218" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-56 aligncenter" title="Rocca Calascio - Lady Hawke" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/08/calascio_lady3.jpg" alt="" width="400" height="219" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-57 aligncenter" title="Rocca Calascio - Lady Hawke" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/08/calascio_lady4.jpg" alt="" width="400" height="274" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-58 aligncenter" title="Rocca Calascio - Lady Hawke" src="http://ingiro.perdomani.net/wp-content/uploads/2008/08/calascio_lady5.jpg" alt="" width="400" height="262" /></p>
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